Organismica
Spesso "capire" se stessi e le proprie modalità relazionali abituali, per quanto importante sia, non è affatto sufficiente per trasformarle. E' anche necessario passare attraverso il "sentire", il vivere realmente il proprio comportamento nella relazione, cioè non limitarsi alla comprensione mentale, ma coinvolgere tutti se stessi nella percezione dell'esperienza relazionale, sentire con tutto l'organismo le emozioni coinvolte nel processo.
A questo scopo la Psicoterapia Organismica, come ogni psicoterapia corporea, prevede il coinvolgimento del corpo nel lavoro terapeutico. Ciò significa che oltre al dialogo e all'elaborazione verbale, anche l'esperienza corporea ha un ruolo determinante nell'evoluzione della terapia.
In particolare nella Psicoterapia Organismica viene utilizzato il contatto fisico del terapeuta in zone specifiche del corpo del paziente, per favorire la consapevolezza delle emozioni nascoste nelle contratture croniche dei muscoli e del tessuto connettivo.
Anche un piccolo contatto può essere emotivamente molto intenso, per questo è fondamentale la disponibilità del paziente che può nascere solo dal rapporto di fiducia che si sviluppa nel tempo. E' cura del terapeuta rispettare i tempi individuali del paziente e proporre i lavori di contatto con estrema gradualità, senza mai forzare le difese caratteriali.
La logica che sta dietro all'intervento terapeutico non è basata solo sui sintomi portati dalla persona (depressione, ansia, insicurezza, disturbo alimentare), ma soprattutto sulla struttura caratteriale psicofisica, perché favorire la flessibilità dei tratti caratteriali, assieme alla crescita del benessere, ha come conseguenza la riduzione del sintomo.
Le sedute si svolgono con tempi più lunghi (1h40') rispetto alle psicoterapie solo verbali ( 50' ), per dare il tempo ai processi corporei-emotivi che nascono di esprimersi e per poter elaborare successivamente a livello cognitivo l'esperienza vissuta.
